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IL FUTURO PASSA PER IL  BOSCO

 

 

TRA GLI OBBIETTIVI PRINCIPALI DELL'INTERVENTO IL DISINQUINAMENTO DELLA LAGUNA

E'il più grande progetto di riforestazione mai realizzato il Italia, uno dei maggiori al mondo. 1200 ettari di terreno attorno a Mestre, già vincolati a verde, su cui piantare centinaia di migliaia di alberi, le specie autoctone della nostra pianura come olmi, carpini, aceri, ontani, pioppi e farnie. L'intervento si delinea come una grande "cuneo verde" tra i fiumi Marzenego e Osellino, nei territori del Consorzio di bonifica Dese-Sile, a ridosso della laguna veneziana. Quello del bosco di Mestre sostengono i promotori, è un progetto che presenta valenza e significati molteplici. può essere interpretato come il momento inaugurale di un ampio e concreto processo di ripensamento di tutto un sistema ambientale della bassa pianura veneta. Un processo che dovrà avere tra i suoi obbiettivi il disinquinamento della laguna, la costituzione di una trama di spazi verdi tra loro sensatamente correlati ed una strategia complessiva di riqualificazione dei paesaggi delle diverse produzioni agricole. Futuro ambiente naturalistico di scala territoriale, il bosco diventerà al tempo stesso un punto di riferimento per la vita dell'intera futura area metropolitana.

da - IL Gazzettino di Venezia 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 I promotori  del progetto.

Un sogno lungo anni che passo dopo passo può diventare realtà Gartano Zorzetto è stato il primo che ha sognato e voluto intensamente un grande polmone verde per Mestre. Il suo sogno è stato da prima condi viso e successivamente portato avanti da tutti i Club Service cittadini: fanno parte del Comitato che ha il compito di promuovere la realizzazione del bosco sensibilizzando l'opinione pubblica e le Istituzioni  sono:

Lions club Host Mestre, Lions club Calstelvecchio,Lions club Technè,Leo club Mestre, Rotary club Ve/ Mestre, Rotaract clubVe/Mestre,Raund Table 2"Mestre, Soroptimist Internat. Ve/Mestre  e   il

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RADICI MEDIOEVALI

I primi documenti sull'oasi di Carpenedo.     

Se parlava già nel 1300. Nel Lontano Medioevo il boschetto di Carpenedo era degno di menzione e i documenti lo testimoniano. Fu infatti il conte di Treviso Petrus se Prato, duca e marchese di Mestre a concedere nel 1360 agli abitanti del "Colmello di Carpenedo" i due boschi Palù e Verdemare. In cambio volle un affitto di "lire venete piccole 28 e soldi 4" da pagare annualmente alla mensa Vescovile di Treviso. Da lì la Repubblica Veneta ricavava il legno per la costruzione delle sue navi. Fù però il governo del Regno Lombardo Veneto che nel 1828 riconobbe la priorità di quei boschi agli abitanti del Colmello, i quali si organizzarono in una società dei "300 Campi". Questa nel 1908 diede il bosco ad Anna Maria Marini Missana, moglie di Edmondo Matter, in cambio di terreni agricoli. Così il bosco venne a far parte di Villa Matter. Secoli di vicende legate a quei tre ettari e mezzo di alberi ripercorsi in un libro intitolato

"Il Forte Carpenedo, flora,fauna e ambiente naturalistico"

Il Forte Carpenedo

 

 

pubblicato nel 1997 dall'Assessorato all'Ecologia del Comune e dalla sezione veneziana del WWF.

Ma quell'angolo di verde alla fine del secolo scorso, con il nome di "Bosco di Valdemar o di Val di Mare"si estendeva niente meno che per 150 ettari e comprendeva al suo interno il Forte edificato nel 1870-80. Bosco e Forte vennero separati negli anni '60 con la costruzione di via Martiri della Libertà: una sorte di taglio, una barriera insuperabile per la fauna terrestre. Oltre ad una ricostruzione storica che riporta lontano nel tempo , il libro, curato da Bon, Scattolin, Anoè, Borziello, e Busso contiene una suggestiva raccolta di foto tra le quali troviamo il Martin Pescatore, il Moscardino, la Gallinella d'acqua, la Biscia dal collare, il Tritone crestato, e poi funghi, piante e fiori vera singolarità dell'oasi.

 

 

 Martin Pescatore

 

 

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